Decotto Depurativo Stagionale

Il seguente trattamento serve a depurare l’organismo dalle tossine accumulate quotidianamente, derivanti da cattiva alimentazione, inquinamento atmosferico, stress, intossicazione da farmaci, stile di vita errato etc. Andrebbe effettuato almeno 2 volte l’anno in coincidenza con l’arrivo della stagione calda e fredda. L’organismo depurato dalle tossine si rafforza dal punto di vista immunitario e rende meno aggressivo il possibile incorrere a influenze stagionali e altre patologie che sono sempre segno di una precedente debolezza organica.

Le piante utilizzate agiscono sull’apparato urinario (Betulla), Fegato , Pelle e Intestino (Tarassaco), sangue (Bardana) . Naturalmente il trattamento dovrà essere accompagnato da una alimentazione basata su frutta e verdura (consumare abbondante Ananas) evitare il più possibile carni grasse e eliminare fritti e dolci. Poco caffè.

Il ciclo curativo ha la durata di 20 giorni.

La dose che consiglio si riferisce a circa 2 litri di prodotto che una volta preparato può essere conservato in frigo per 48 ore. Occorre dunque calcolare le giuste dosi per 20 giorni.

Bardana 20g

Betulla 10g

Tarassaco 15g

Menta 5 g

2 l di acqua

(usare un contenitore di vetro o pirex, non metallo!!!)

Portare l’acqua a bollore lento, inserire le piante e continuare la bollitura altri 15/20 minuti. Colare, filtrare (anche con un panno di lino o un colino molto stretto).

Bere una tazza (grande) al mattino ed una la sera.

Se il sapore è troppo amaro (tarassaco) si può dolcificare con un po’ di miele.

Per accordarsi maggiormente ai ritmi della natura, il trattamento andrebbe iniziato in fase di Luna Calante.

Oltre al decotto depurativo aggiungerei un trattamento linfatico di cromopuntura, utile per stimolare il drenaggio linfatico e gli emuntori in un processo completo di detox fisico e energetico.


Vediamo nello specifico le proprietà e i principi attivi di questi fenomenali alleati fitoterapici.

Betulla: origine e leggende

Definito “Axis Mundi” dalle antiche popolazioni siberiane la betulla è l’albero sacro per eccellenza, considerato come il pilastro cosmico.

Fra i popoli slavi era un albero leggendario, simbolo tutelare, legato alla leggenda delle Rusolki, ninfe bellissime protettrici degli stagni e dei laghi.

Narra la leggenda che a primavera queste creature fatate si recavano nei boschi per sedurre i viandanti, chi non fosse stato in grado di resistere veniva catturato e ucciso. Per scongiurare il pericolo, gli abitanti dei luoghi erano soliti tagliare un enorme betulla, per poi metterla nella piazza e danzarvi lungamente attorno in modo rituale. Veniva poi bruciata in un grande falò e le ceneri venivano disperse nei campi per propiziare buoni raccolti.

Originaria dell'Europa e dell'Asia settentrionale, in Italia è più frequente sulle Alpi dove a volte forma boschi puri. La Betula pendula (o Betula alba var. verrucosa) è diffusa dai Balcani all'arco alpino e in tutta l'Europa atlantica e l'Asia. In Italia è presente particolarmente in Piemonte (ove oggi si stimano oltre 20.000 ha di questa specie) e in Lombardia; si ritrova nell'Appennino settentrionale, in alcune stazioni isolate in Abruzzo, nell'Appennino campano e sull'Etna.

Descrizione botanica

Albero spontaneo o coltivato, alto 15-25 metri. Scorza del tronco bianca, che si stacca in grandi lamine papiracee. Gemme glabre. Rami flessibili, sottili, lunghi, pendenti o eretti, glutinosi o verrucosi. Foglie lucenti, alterne, allungate, acuminate.

Proprietà curative

Febbrifuga, diuretica, contro l’artrite e l’infiammazione dei reni, antireumatica, depurativa del sangue, abbassa il tasso di colesterolo, elimina gli urati, scioglie e elimina i grassi dell’adipe.

Le foglie di betulla sono utilizzate in fitoterapia per le proprietà diuretiche e depurative, conferite dai flavonoidi, ossidi sesquitepenici, tannini (leucoantocianidine), Vitamina C, acido betulinico, clorogenico e caffeico, resine e olii essenziali.

L’azione depurativa è coadiuvata da quella diuretica. L’incremento di emissione di urina facilita l’eliminazione dell'acqua e delle sostanze in eccesso, accumulate nell’organismo, come il colesterolo e gli acidi urici che provocano reumatismi e gotta. Per questo motivo la betulla è impiegata nella cura dell’ipertensione e della ritenzione idrica. L'effetto diuretico agisce anche in maniera preventiva rispetto alla formazione di renella e diventa una sorta di "lavaggio” antisettico nelle affezioni delle vie urinarie, come la cistite.

Pianta d’elezione contro la cellulite, in quanto aiuta l’eliminazione e la scomparsa dei noduli fibroconnettivali, caratteristici di questo inestetismo cutaneo.


Tarassaco

Cenni storici e habitat


Seguendo la teoria delle Segnature il Tarassaco è una pianta gioviana legata all’organo fegato, anche i suoi fiori gialli rimandano alla bile e per questa associazione fin dal Medioevo fu usata come rimedio per quest’organo.

Il naturalista Bock, nel 1546, attribuì al tarassaco un potere diuretico, mentre un farmacista tedesco del XVI secolo attribuì alla pianta virtù vulnerarie (vale a dire capaci di curare rapidamente le ferite).

Nella Medicina Tradizionale Cinese si usa come depurativo in grado di purificare il Calore, eliminare le tossine e dissipare i noduli, con tropismo epatico (epatiti) e gastrico.

Diffuso in tutta Italia, cresce dalla pianura alla zona alpina fino oltre i 2000 metri, si trova nei prati, ai margini delle strade e nei luoghi incolti.


Descrizione della pianta


Pianta erbacea perenne, di altezza compresa tra i 3–9 cm. Presenta una grossa radice a fittone dalla quale si sviluppa, a livello del suolo, una rosetta basale di foglie munite di gambi corti e sotterranei.

Le foglie sono semplici, oblunghe, lanceolate e lobate, con margine dentato prive di stipole. Il gambo, che si evolve in seguito dalle foglie, è uno scapo cavo, glabro e lattiginoso, portante all'apice un'infiorescenza giallo-dorata, detta capolino.

Il capolino è formato da due file di brattee membranose, piegate all'indietro e con funzione di calice, racchiudenti il ricettacolo, sul quale sono inseriti centinaia di fiorellini, detti flosculi.

I frutti sono acheni, provvisti del caratteristico pappo: un ciuffo di peli bianchi, originatosi dal calice modificato, che, agendo come un paracadute, agevola col vento la dispersione del seme, quando questo si stacca dal capolino.


Proprietà curative del tarassaco

Amaro che eccita l’appetito, colagogo (promuove la bile), diuretico e leggermente purgativo. L’azione colagoga del tarassaco consiste non nell’aumento della bile, ma nel favorire le contrazioni della vescichetta biliare o cistifellea, che facilita il deflusso biliare. Antiscorbutico, coleretico, elimina l’acqua dai tessuti. Depurativo, diuretico, è ipocolestorerolizzante, lassativo, tonico, stimolante della mucosa gastrica.

La radice del tarassaco possiede proprietà depurative, in quanto stimola la funzionalità biliare, epatica e renale, cioè attiva gli organi emuntori (fegato reni pelle) adibiti alla trasformazione delle tossine, nella forma più adatta alla loro eliminazione (feci, urina, sudore).

I principali componenti del suo fitocomplesso sono alcoli triterpenici (tarasserolo); steroli; vitamine (A,B,C,D); inulina, principi amari (tarassacina), sali minerali che conferiscono alla pianta proprietà amaro-toniche e digestive.

Queste sostanze anche proprietà purificanti, antinfiammatorie e disintossicanti nei confronti del fegato: favoriscono l’eliminazione delle scorie (zuccheri, trigliceridi, colesterolo e acidi urici) rendendo il tarassaco una pianta epatoprotettiva, indicata in caso di insufficienza epatica, itterizia e calcoli biliari.

Stimola, inoltre, le secrezioni di tutte le ghiandole dell’apparato gastroenterico (saliva, succhi gastrici, pancreatici, intestinali) e la muscolatura dell’apparato digerente producendo un’azione lassativa secondaria.

Nella tradizione contadina il tarassaco è anche conosciuto come “piscialetto”, appellativo che suggerisce le proprietà diuretiche della droga. Di tali proprietà sono responsabili i flavonoidi e in parte i sali di potassio, che stimolano la diuresi favorendo l’eliminazione dei liquidi in eccesso. La sua assunzione è perciò indicata in caso di ritenzione idrica, cellulite e ipertensione.

Infine il tarassaco è in grado di riattivare la funzione immunologica e potenziare la risposta immunitaria del sistema linfatico. L’ossido nitrico (NO), in esso contenuto, è implicato nei processi di regolazione e difesa del sistema immunitario: agisce infatti come un messaggero intracellulare stimolando l’attività fagocitaria delle cellule.


Bardana

Cenni storici e habitat

Pianta di segnatura venusina è alta più di un metro. Poggia su uno stelo robusto di color rossastro. Le foglie sono ampie, ovali, e si assottigliano verso il vertice. I fiori, in mazzetti di fiorellini color porpora riuniti a palloncini minuscoli, irti di aculei che si attaccano al pelo degli animali e agli abiti di chi passa, sbocciano in piena estate, da luglio a settembre. La radice è polposa, grossa e fusiforme.

Il nome Arctium Lappa L fu introdotto nella sistematica da Linneo, ma sicuramente l’origine è più antica. Arctium in greco vuol dire orso. E’ probabile si riferisca alla villosità e all’aspetto ispido della pianta.

La pianta è conosciuta fin dall’antichità come ortaggio e pianta medicinale. L’antica medicina popolare la considerava un antidoto contro i morsi dei serpenti velenosi e dei cane affetti da rabbia; ciò indica quanto valore si attribuisse alla capacità della bardana di "penetrare" in profondità e di “attaccare” con i fiori uncinati.

E’ presente in Europa, Asia minore settentrionale, America Settentrionale. In Italia la bardana è abbastanza comune in tutta la penisola (anche se in certe zone è considerata rara). Infestante, diffusa dalla pianura alla montagna, nei terreni incolti, vicino ai vecchi muri e nei sentieri.

Proprietà curative della bardana

La presenza di composti polinsaturi, acidi fenolici dotati di proprietà antibiotica, antibatterica e antiflogistica la rende da sempre la pianta dermopatica per eccellenza, a livello terapeutico la bardana s’impiega per la cura delle dermatosi di vario genere, legate a disordini biologici e metabolici. E’ particolarmente valida nel trattamento dell’acne, dermatiti, eczema, seborrea, forfora e psoriasi. In fitoterapia è inoltre usata per la sua attività depurativa, (stimola la funzionalità biliare ed epatica) ipoglicemizzante ipocolesterolemizzante, lassativa e antireumatica. La sua radice contiene lignani, vitamine del complesso B, amminoacidi, oligoelementi, sostanze amare, tannini e resine e inulina, che svolge un’azione drenante e purificante del sangue, favorendo l’eliminazione delle tossine, cioè i “rifiuti” delle diverse reazioni metaboliche dell’organismo. Per tutte queste virtù terapeutiche risulta essere di sostegno e di aiuto nell’attività di drenaggio degli emuntori (fegato,reni, intestino e pelle) potenziando l’attività epatica e biliare, la diuresi, il transito intestinale e la secrezione sebacea.

Buona Vita

Caterina Mucci


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